This heart and its flames

The broken bones of quivering pines, while empty waters rise.
May the light of our striving still shine!

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(Fonte: byroglyphics)

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La sua anima accesa

Allontanarsi da sé. Liberarsi. La chiamerei dichiarazione di poetica se non fosse troppo arrogante da parte mia. Se non fosse così intriso di superbia.
Ho sempre sentito il bisogno di confermarmi, di stabilire punti di continuità tra un evento e l’altro. Identità, la chiamano. E l’unica cosa che sia mai riuscita a cambiare è la grafia, di cui non si può certo dir bene.

Liberare le passioni, gli istinti, gli impulsi. Disinibirli.
Come prendere fuoco e sbarazzarsi di questi motori immobili che di divino non hanno la benché minima traccia.
Se solo esistesse qualcosa in grado di dare più valore alla vita, e meno alla vita retta, alla vita giusta.
A queste inutili strutture e sovrastrutture da cui ci lasciamo volentieri soffocare.
Le consuetudini, le prassi, il mos. L’emancipazione di cui andiamo così fieri.
Siamo in gabbia. In catene. Siamo strumenti dei nostri stessi strumenti.

Avrei bisogno di trasgredire, di svincolarmi da queste pulsioni represse, da queste nevrosi.
Io voglio la felicità di Freud.
La libertà non esiste che per i barboni.

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Chuck Palahniuk - Invisible Monster

Nel futuro, nel vento, nell’oscurità del ponte di osservazione in cima allo Space Needle, Brandy Alexander, regina suprema di marca quale è, Brandy arriva da Seth e me con souvenir del futuro. Queste sono cartoline. Brandy Alexander ci dà un mazzo di cartoline ciascuno, talmente sbiadite, con le orecchie, e sfogliate e ignorate, che per anni sono sopravvissute in fondo a uno scaffale girevole. Ecco le foto del futuro con cieli puliti, schiariti dal sole dietro uno Space Needle all’alba. Ecco la Monorotaia piena di ragazze sorridenti con degli abiti di lana d’angora rosa alla Jackie ‘O e tre enormi bottoni rivestiti di stoffa sul davanti. Bambini con magliette a strisce e capelli biondi a spazzola stile atronauta che corrono per tutto il Science Center dove tutte le fontane funzionano ancora.
«Raccontate al mondo cosa vi spaventa di più » dice Brandy.
Ci dà una matita per sopracciglia Aubergine Dreams ciascuno e dice: «Salvate il mondo con qualche consiglio dal futuro».
Seth scrive sul retro di una cartolina e la passa a Brandy perché la legga.
Nei quiz televisivi, Brandy legge, alcuni sceglieranno il viaggio in Francia, ma la maggior parte delle persone sceglieranno la coppia lavatrice-asciugatrice.
Brandy spiaccica un bel bacio Plumbago sul rettangolino per il francobollo e lascia che il vento sollevi la cartolina e la porti via veleggiando verso le torri del centro di Seattle.
Seth gliene porge un’altra, e Brandy legge:
I quiz televisivi sono studiati per farci sentire a nostro agio in quei fatti casuali e inutili che sono tutto quel che ci rimane della nostra istruzione.
Un bacio, e la cartolina è in viaggio verso il lago Washington.
Da parte di Seth:
Quand’è che il futuro è passato dall’essere una promessa a essere una minaccia?
Un bacio, ed è nel vento verso Ballard.
Solo quando inghiottiremo questo pianeta Dio ce ne darà un altro. Saremo ricordati più per quello che distruggiamo che per quello che creiamo.
L’Interstate 5 serpeggia all’orizzonte. Dall’alta cima dello Space Needle, fari rossi si inseguono in direzione sud, fari bianchi si inseguono in direzione nord. Prendo una cartolina e scrivo:
Amo Seth Thomas così tanto che lo devo distruggere. Farò ammenda più che a sufficienza adorando la regina suprema. Seth non mi amerà mai. Nessuno mi amerà mai più.
Brandy sta aspettando di prendere la cartolina e leggerla ad alta voce. Brandy sta aspettando di leggere al mondo le mie peggiori paure, ma non le porgo la cartolina. La bacio io stessa con le labbra che non ho e lascio che sia il vento a portarmela via di mano. La cartolina vola su, su, su verso le stelle e poi cade giù a terra nella rete antisuicidio. Mentre guardo il mio futuro intrappolato nella rete antisuicidio, Brandy legge un’altra cartolina di Seth.
Ci stiamo tutti autodecomponendo.
Scrivo sopra un’altra cartolina dal futuro, e Brandy la legge.
Quando non sappiamo chi odiare, odiamo noi stessi.
Una raffica solleva le mie peggiori paure dalla rete antisuicidio e le porta via.
Seth scrive e Brandy legge.
Devi continuare a riciclare te stesso.
Scrivo e Brandy legge.
Niente di me è originale. Sono il risultato dello sforzo di tutti quelli che ho conosciuto.
Scrivo e Brandy legge.
Quello che ami e quello che ti ama non sono mai la stessa persona


Vai a noi che scendiamo veloci durante un volo TWA di ritorno dalla luna a casa, Brandy e Seth e io che balliamo il nostro frug da festa disco nell’ascensore-gabbia in ottone e vetro a gravità zero. Brandy stringe in pugno una grande manciata di anelli, e al meticcio androide di servizio che cerca di fermarci, dice di darsi una calmata se non vuole morire proprio al rientro.
Al ritorno sulla terra c’è il Ventunesimo secolo, la nostra Lincoln a noleggio con il suo interno blu-bara che ci aspetta per portarci in un bell’albergo. Sul vetro c’è una multa, ma quando Brandy vi si precipita per farla in mille pezzi, la multa è una cartolina dal futuro.
Forse le mie peggiori paure.
Affinché Brandy le legga ad alta voce a Seth. Amo Seth così tanto che devo distruggerlo…
Se anche faccio ammenda in modo esagerato nessuno mi vorrà mai. Non Seth. Non i miei. Non puoi baciare qualcuno che non ha le labbra. Oh, amatemi, amatemi, amatemi, amatemi, amatemi, amatemi, amatemi, amatemi. Sarò chiunque vogliate che io sia.
Brandy AleXander, la sua grande mano solleva la cartolina. La regina suprema se la legge, in silenzio, e infila la cartolina nella borsetta. Principessa Principessa, dice: «A questo ritmo, non arriveremo mai al futuro».

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"Ancora questi applausi al niente, bene bene, molto bene, questo incoraggiare il niente."

—Carmelo Bene ×
puckbox:

by VLADIMIR BAZAN

puckbox:

by VLADIMIR BAZAN

(via starsnostars)

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Long-exposure shots in St. Petersburg, Russia turns people into ghosts.

Long-exposure shots in St. Petersburg, Russia turns people into ghosts.

(via starsnostars)

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Tripudio

La luna è piena delle speranze e delle disperazioni dei clochard, dei gas esilaranti che dovremmo inalare per sentirci meglio, per pensare al futuro senza dover inibire impulsi auto (o etero) lesivi filogeneticamente ereditati.
I pianeti ubriachi, le meteoriti. Mi dicevi “siamo animali preistorici, è fantastico.” Siamo animali selvatici, dominati dal circuito ippocampale, dal sistema nervoso autonomo, ma soprattutto dall’amigdala. Siamo animali involuti. E non pensiamo al presente, al passato e al futuro senza piangerci un po’ su. Andremo a servire ai tavoli, a lavare i piatti, ad abortire i nostri figli per salvarli da questo nulla terrificante. E’ così che, con un certo velo di tristezza, i posteri ci ricorderanno:
 vecchi burattini con gli arti e i sogni amputati.
Luigi Tenco crocifisso invano sul palcoscenico per salvarci dai nostri peccati. Anche lui.

Moriamo per delle idee, e non per gli ideali, ma comunque di morte lenta.

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"Le sue mani di allora, capaci di nuoto e non di difesa, imparano lo stupore del verbo mantenere, che è tenere per mano."

—Erri De Luca ×
Roger Ballen

Roger Ballen

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